
Nel 2025 ricorre l’anniversario di una delle linee di madie e credenze Capod’opera più amate e versatili: Quadro. Per l’occasione abbiamo intervistato Alessio Bassan, designer di Thiene e ideatore di Quadro, che dal 1988 progetta mobili, oggetti, ambienti, caratterizzati da una sofisticata e anticonvenzionale poetica, spesso anticipando i tempi e le mode.
Partiamo dall’inizio: com’è nata la collaborazione con Capod’opera?
Io e Silvano (ndr. Pierdonà) ci siamo conosciuti nel 1999. In quel periodo avevo presentato a lui e al suo team quello che fu il mio primo progetto per Capod’opera, la collezione Privacy. Da quel momento la frequentazione e lo scambio d’idee divenne più serrato e prolifico, tanto da essere coinvolto anche nella realizzazione grafica dei cataloghi e nella progettazione degli allestimenti alle fiere di Milano, Colonia e Parigi. È stato un periodo molto coinvolgente, ho trovato in Capod’opera un’azienda aperta e desiderosa di testare i propri limiti, con una tensione positiva verso la ricerca di una identità distintiva che poi è stata riconosciuta e confermata dal mercato. Poi è arrivata Quadro.
Come racconteresti Quadro a chi ancora non la conosce? Quale ruolo hanno texture e finiture? E quali sono le tue preferite?
La collezione è nata dall’esigenza di creare dei contenitori con superficie tridimensionale pur rispettando precisi e rigorosi canoni grafici. L’uso di pannelli quadrati di due spessori, debitamente assemblati, ha creato un pattern modulare tanto semplice quanto potente dal punto di vista caratteriale. Un’intuizione che ha determinato il successo della collezione. È nato così un nuovo linguaggio che ha permesso interpretazioni e personalizzazioni sia semplici che estreme: la libertà di utilizzare la decorazione in uno o più quadrati è diventato un tema giocoso a disposizione dei clienti alla ricerca di nuovi mood espressivi.
L’ampia proposta di personalizzazione del catalogo texture permette a Quadro di essere interpretata in modo originale e personale. Le mie preferite? Trovo molto interessanti le ultime versioni di Quadro nella variante Luxor con effetto diamantato e finitura Metal. Ritengo possano inserirsi bene in progetti di interior dalla creatività raffinata.
Quadro è diventata un prodotto iconico quasi fin da subito. Ti aspettavi questo successo in fase di progettazione?
Con Capod’opera abbiamo intuito fin dai primi prototipi la forza espressiva del progetto. Il modulo quadrato e la rigorosità dei volumi è un’ossessione condivisa dalla maggior parte dei progettisti, per cui eravamo sicuri di presentare un prodotto nuovo, che il mercato non aveva ancora espresso.
Raccontaci i luoghi di Quadro. Quelli in cui l’hai immaginata e quelli in cui ti ha sorpreso incontrarla.
Immagino Quadro in una atmosfera rarefatta, austera, minimale, magari attorniata da opere d’arte. Sì, confermo, lo vedrei bene nella versione basica, liscia e lucida, inserito in un museo d’arte contemporanea! Nella quotidianità, ritrovarla esposta nelle vetrine di importanti showroom, ben ambientata e in compagnia di pezzi iconici, fa sempre molto piacere.
Nel ripensare a Quadro oggi, a 20 anni dal lancio, quali sono le tue sensazioni? Come la interpreti? Immagini qualche evoluzione progettuale futura?
Provo una grande soddisfazione nel constatare che un progetto pensato venti anni fa venga ancora scelto nelle case contemporanee. Penso che questo suo perdurare testimoni il valore positivo del lavoro fatto, sia personale che aziendale. Per adesso lavoriamo su altri nuovi progetti, ma stimoliamo ripetutamente Quadro con aggiornamenti stilistici o di finitura. Come una buona canzone, che è sempre piacevole ascoltare, magari rinnovata negli arrangiamenti.